Cilento, la terra del mito...


La terra del mito, così è stata detta più volte il Cilento, un territorio carico di storia, eventi e tradizioni secolari. Una terra carica dunque di cultura e altresì densa di contenuti artistici pronti a testimoniare le tracce delle diverse epoche che hanno formato e profondamente caratterrizato il Cilento.

Morfologicamente e climaticamente propenso a conquistare i favori di chi lo visita, il Cilento presenta una ricchezza paesaggistica preziosa e varia, da anni custodita e valorizzata anche grazie all'istituzione del Parco Nazionale Del Cilento e Vallo Di Diano. Terra unica in cui si alternano e confrontano paesaggi diversi, colline ammantate di verdi ulivi, lunghe spiagge sabbiose affacciate sul Tirreno, improvvisi boschi di castagno che si arrampicano su picchi e aspre rocce, distese pianeggianti colme di colture e corsi d'acqua più o meno consistenti che percorrono e delineano i territori suggestivi del Cilento.

Grotte di Palinuro

Capo Palinuro Ŕ un caratteristico promontorio calcareo per lo pi¨ a picco sul mare con alcune zone che... Continua

L'antica Paestum

Patrimonio dell'UNESCO dal 1988, l'area Ŕ contenuta da monumentali mura in pietra inframezzate da torri d'avvistamento... Continua

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Scavi di Velia

Gli Scavi iniziarono nel 1921 ad opera di Amedeo Maiuri ed hanno riportato alla luce gran parte dell'antica cittÓ... Continua

La innegabile ricchezza ambientale e paesaggistica del Cilento deve molto alla duplice natura geologica delle rocce che costituiscono il territorio cilentano: quella del "Flysch del Cilento" e quella delle "rocce calcaree". Queste ultime si ritrovano come costitutenti dei complessi montuosi del Cilento interno, quali l'Alburno ed il Cervati, e di quelli meridionali, come il Monte Bulgheria e il Monte Cocuzzo. acciaroli nel cilentoIl "Flysch del Cilento" invece ha la sua massima presenza lungo il bacino idrogeografico del Fiume Alento e in corrispondenza principali monti del Cilento occidentale oltre che nei tratti di costa rocciosa tra Pollica ed Acciaroli dove, grazie alla sua presenza, maggiore è la presenza della macchia mediterranea. Il termine "Flysch" (parola che deriva dal dialetto svizzero-tedesco) indica la presenza di una formazione sedimentaria caratteristica nel territorio cilentano nata in seguito allo smantellamento dei rilievi emersi alla fine del Miocene e in altri cicli Quaternari. Casal Velino nel cilentoLa struttura visibile, caratterizzata da vistose pliche, altro non indica che il susseguirsi di diverse risedimetazioni (probabilmente si tratta del prodotto di frane sottomarine) che accompagnavano il mutare delle caratteristiche ambientali o fisico-chimiche nel tempo.

A testimoniare la ricchezza geologica del Cilento sono numerose le grotte, gallerie e cavità, presenti nel territorio del Parco, molte delle quali ancora inesplorate. Ricordiamo tra le altre le Grotte marine di Palinuro, le Grotte di Castelcivita lunghe quasi 5 km e le Grotte di Pertosa accessibili per un tratto con zatteroni. Continua…

Cose da Vedere nel Cilento

Templi di Paestum:

Uno dei siti archeologici più significativi d’Italia è rappresentato dalla monumentale area degli Scavi che si estende sulla Piana di Paestum.

Area Archeologica di Elea / Velia:

Velia fu un'importante città della Magna Grecia fondata dai Focesi ed ebbe legato il suo nome ai filosofi Parmenide (che fondò a Velia la scuola filosofica Eleatica) e Zenone che nella città furono accolti e onorati.

Le Grotte di Capo Palinuro

Capo Palinuro è un caratteristico promontorio calcareo per lo più a picco sul mare con alcune zone depresse che lambiscono la superficie del mare; il suo perimetro è delineato da possenti pareti rocciose che da altezze che in alcuni punti superano i 200 metri s.l.m.

Padula

Ospita il maggior monumento monastico dell'Italia Meridionale e uno dei più grandi di tutt'Europa: la Certosa di San Lorenzo.

Acciaroli

Il borgo marinaro del comune di Pollica è ormai bandiera del turismo ecosostenibile: da un decennio nella top ten nazionale per le spiaggie e la limpidezza del suo mare.

Pertosa

Uno dei più conosciuti ed apprezzati complessi speleologici del mondo dotato anche di lago sotterraneo in un percorso di oltre 3 km sotto il massiccio degli Alburni.

Storia del Cilento

La natura carsica delle terre cilentane e la conseguente ricchezza di grotte ha senza dubbio favorito la presenza dell'Uomo che in esse si è rifugiato, ha trovato riparo, ha consumato i suoi pasti. i più antichi segni della presenza antropica risalgono al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.) e le sue tracce continuano attraverso il Neolitico e fino all'Età dei Metalli.
La presenza dell'Uomo primitivo è ancora oggi tangibile attraverso la presenza dei suoi "strumenti" disseminati sia lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario, sia in quelle interne dislocate lungo gli antichi percorsi di crinale dei massicci montuosi (Grotte di Castelcivita), sia nel Vallo di Diano (Grotte dell'Angelo, Pertosa). Ed è attraverso questi antichi sentieri che prese probabilmente avvio la grande avventura delle prime comunità che, senza soluzioni di continuità e per migliaia di anni, stabilirono contatti e intrecciarono scambi e relazioni con i Popoli del mare e con quelli dell'Appennino. Le testimonianze, nella comunanza di forme degli oggetti locali con quelli delle antiche culture delle Lipari, del Tavoliere, di Serra d'Alto, sono nei corredi funerari della locale Cultura del Gaudo.
Nell'Età del Bronzo l'intera organizzazione territoriale appare già definita: si evidenziano le direttrici delle transumanze e dei traffici, lungo i percorsi di crinale, dal Tirreno allo Ionio e viceversa, ove sorgono luoghi di culto, altari sacrificali e sculture rupestri come l'Antece dei Monti Alburni. Cilento AnticoEd è l'antico Cilento il protagonista della mediazione tra l'Asia e l'Africa, tra le culture nuragiche e quelle egee, tra il mondo nordico "villanoviano" e gli Enotri, i Lucani. Ed è l'avvento dell'Uomo moderno, l'inizio della grande avventura della Civiltà, l'avvio della poliedrica Cultura del Mediterraneo. E forse sulle antiche rotte dell'ossidiana, o alla ricerca di rame, i primi Greci approdarono sulle coste del Cilento (intorno al XVII secolo a.C.) dove più tardi (fine VII-VI secolo a.C.) nacquero le città coloniali: Pixunte, Molpa e l'antica Poseidonia (la romana Paestum), fondata dagli Achei sibariti che qui giunsero, con i popoli appenninici, non dal mare ma attraverso i ben noti, più sicuri e più rapidi percorsi di crinale. Mentre il mare portò i Focei, originari dell'Asia minore, fondatori di Elea (oggi Velia), la città della Porta Rosa, di Parmenide e della sua Scuola Filosofica Eleatica, una delle più importanti e famose del mondo classico, e della prima Scuola Medica.
Poi, a partire dal IV secolo a.C., Lucani, Romani e Cristiani d'oriente intrecciarono traffici ed alleanze, avviarono conflitti e guerre, occuparono e rifondarono città, trasformando il Cilento in un crogiuolo, dove si fondono e si mescolano popoli e culture. Con la caduta dell'Impero di Occidente intorno al VI secolo d.C. iniziò, anche per il Cilento, il lungo periodo delle dominazioni barbariche: i Visigoti di Alarico, la guerra gotica tra Totila e Belisario, il diffondersi del Monachesimo Basiliano, l'imposizione feudale dei Longobardi, i continui attacchi e scorrerie dei Saraceni. Ed ancora una volta ci fù l'incontro tra civiltà diverse, nacquero abbazie e cenobi in cui coesisterono il rito greco e quello latino, lasciandoci splendidi gioielli come la Badia di Pattano con la Cappella di S.Filadelfo gli affreschi della Cappella Basiliana a Lentiscosa.
E poi, nel 1076, la conquista dei Normanni, che trasformarono il Cilento in terra di Baroni, latifondi e sfruttamenti. Per gli anni a venire i Sanseverino, gli Svevi, gli Angioini, combatterono, congiurarono, e le loro tirannie sovente innescarono rivolte; l'intero territorio fu smembrato tra nobili senza scrupoli che, tra il XVI ed il XVII secolo, scrissero una delle pagine più tristi e crudeli di questa terra, contribuendo anche alla nascita del Brigantaggio. E qui la Storia diventa leggenda, ballata di eroi, epopea di un Popolo orgoglioso e stanco di continue violenze e angherie. E finalmente, dopo il sacrificio dell'ennesimo martire immolato in terra cilentana nei pressi di Sanza (Cippo di Pisacane), le Genti del Cilento e Vallo di Diano riconquistarono l'agognata giustizia e libertà.
Fonte: pncvd.it

Prodotti tipici:

il fico bianco del cilento

Il “Fico Bianco del Cilento”, è un frutto territoriale caratteristico del Cilento e derivante dal "Dottato", una specie presente in tutto il territorio del Mezzogiorno d’Italia; introdotto nel territorio ad opera dei coloni greci, ha incontrato subito il favore dei contadini del tempo, sia per la semplicità di coltivazione e per la resistenza della pianta, sia perché il frutto si prestava bene ad essere conservato per i mesi successivi a quelli del raccolto, tanto da venire usato come risorsa per i lavoratori nei campi, guadagnandosi presto l’appellativo di "pane dei poveri". L’area di produzione di questo gustoso frutto della terra si allarga oltre i 68 comuni cilentani, ma con una miglior resa nel territorio che va dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento. Il fico bianco del Cilento, che si è di recente meritato l marchio D.O.P., si presenta con una buccia di colore giallo chiaro, una polpa di consistenza tipicamente pastosa, di colore giallo ambrato, con achenii prevalentemente vuoti e ricettacolo quasi interamente riempito.

Fattoria nel Cilento
Il grosso della produzione del frutto si ottiene ad agosto-settembre, quella tardiva in autunno e la maggior parte del raccolto non è destinata al consumo diretto ma alla lavorazione e in particolar modo all’essicazione del frutto. Il fico essiccato, il cui sapore è noto e molto ricercato anche al di fuori dei confini nazionali, viene confezionato in diverse forme al naturale o ricoperti di cioccolato o anche “impaccati”, cioè farciti con mandorle, nocciole, semi di finocchietto e bucce di agrumi. Una delle preparazioni più comuni è quella che vede i fichi "steccati", infilati cioè in due stecche di legno parallele. Oltre a queste ricette più tradizionali, segnaliamo anche due produzioni più pregiate per ingredienti e metodo di preparazione: i fichi secchi al Rum e i fichi “Mondi”, cioè senza buccia e quindi dal colore vicino al bianco a dal gusto più deciso e raffinato. Il carattere distintivo di questo prodotto deriva dall’unicità del mite clima del Cilento, dalla buona fertilità del territorio e dalla dimensione prevalentemente artigianale sia nella produzione del frutto, specializzata o consociata, sia nella successiva fase di lavorazione del prodotto che avviene per il 70% in stabilimenti semi-industriali, mentre il 30% della lavorazione è dato da imprese artigiane. Essendo la Campania la regione italiana che vanta la maggiore produzione di fichi sul territorio nazionale, ed essendo il solo Cilento a fornire circa il 70-75% della produzione dell’intera regione, appare evidente anche la dimensione economica piuttosto rilevante che può derivare dalla coltivazione e dalla lavorazione di un prodotto che ha pochissimi rivali in tutto il Bacino del Mediterraneo.

Servizi nel Cilento

 

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Alcune località del Cilento:

Casal Velino

altre immagini e foto di Casal Velino nel CilentoCasal Velino comune di circa 4600 abitanti, al confine con l’antica città di Velia, comprende le frazioni di: Acquavella, Bivio di Acquavella, Marina di Casal Velino, Vallo Scalo, Verduzio. Il capoluogo posto su un colle a 170 m dal livello del mare circondato da un’intensa vegetazione dove si trovano ulivi, corbezzoli, mirti, lecci, pini, fichi...Continua…

 

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Acciaroli, case sul mare del CilentoAcciaroli è la conosciutissima ed apprezzata frazione marina del Comune di Pollica. Pollica fu fondata da profughi greci nel VII - VIII secolo, all'epoca dell'esodo dei monaci basiliani, per poi svilupparsi attorno alla chiesa di San Nicola a partire dal XVI secolo. L’origine del nome è il femminile di un nome latino di persona Pollicus...Continua…

 

Agropoli

Antico e leggiadro borgo marittimo, centro balneare ricco di servizi e attrattive per turisti e villeggianti, Agropoli, con i suoi 20.000 abitanti, sorge all’estremità meridionale del Golfo di Salerno ed a limite settentrionale della Costa del Cilento. La parte antica della cittadina si trova su di un promontorio a dominio di una baia pittoresca, i Bizantini nel VI secolo vi trovarono rifugio e la chiamarono Acropolis...Continua…

 

Marina di Camerota

Da quanto testimoniano i reperti archeologici ritrovati a monte di Capo Grosso a partire dal secondo decenio del secolo scorso, l'origine di questo centro e' sicuramente antichissima, risalente almeno al VI secolo a.C.; il villaggio vero e proprio si origino' probabilemente a ridosso di Punta degli Infreschi intorno al 1600, periodo in cui gia' erano in loco individuabili...Continua…